Tremila anni che abitano ancora la città
Cammina per Anzio e stai camminando su un tetto. Sotto l'asfalto e i giardini c'è un'altra città (necropoli, mura, teatri, palazzi di imperatori) e ogni sezione di questo sito ne solleva una tegola. Non serve essere archeologi: serve solo la curiosità di chi, davanti a una porta socchiusa, vuole vedere cosa c'è dietro.
Qualche porta socchiusa, per cominciare. C'è una ragazza rimasta nascosta sotto un pavimento per duemila anni, sfuggita ai saccheggiatori che svuotarono la tomba sopra di lei: è stata trovata nel 2007, con il suo specchio di bronzo e un vasetto dipinto con una civetta. C'è un teatro che volta le spalle alla città per far finire lo spettacolo dove comincia il mare. C'è un muro di terra di quasi quattro chilometri, più vecchio dei Volsci che gli hanno dato il nome, su cui oggi poggiano villini e cortili. E c'è una parola, Rostri, che Roma usa da ventitré secoli e che è partita da una spiaggia di Anzio, strappata alle prue delle navi vinte.
Più si sale nel tempo, più la storia si fa grande: la villa dove nacquero Caligola e Nerone, ottocento metri di palazzo a picco sul mare, che ha restituito la Fanciulla di Anzio e il Gladiatore Borghese. E che il mare continua a mangiarsi, un inverno alla volta. Le terme con i pesci dipinti così vivi che un erudito dell'Ottocento scrisse: aggiungi l'acqua, e nuoteranno. Una cisterna romana che ha vissuto tre vite: serbatoio imperiale, salotto di un cardinale, bersaglio dei cannoni inglesi. Come va a finire ciascuna di queste storie non te lo diciamo qui: è il motivo per cui esistono le sezioni.
Il rigore del ricercatore, le parole di tutti
Niente di ciò che leggi qui è inventato. Ogni data, nome e misura viene da una fonte: gli autori antichi, i tomi degli eruditi, le relazioni di scavo, gli studi più recenti. Le storie sono raccontate in modo che le capisca chiunque: ragazzi, nonni, professori e muratori. Ma sotto la superficie il metodo è quello dello storico.
Funziona così: quando le fonti sono d'accordo, lo diciamo e basta. Quando litigano (e dopo tremila anni capita spesso) non scegliamo di nascosto una versione: le mettiamo una accanto all'altra e ti spieghiamo chi dice cosa, e perché. Gli inglesi bombardarono Anzio nel febbraio o nell'ottobre del 1813? Il grande edificio della città alta era un teatro, un circo o una palestra? Dov'era il tempio della Fortuna che tutto l'Impero veniva a interrogare? Dentro le sezioni trovi le risposte. E quando una risposta certa non c'è, trovi scritto chiaro e tondo che non c'è. Come ammoniva un erudito anziate del 1847: «conviene pure talvolta confessare la nostra ignoranza senza equivoco». Ogni affermazione è tracciabile: le bibliografie complete, fonte per fonte, sono nella pagina Crediti.
E c'è una cosa da sapere prima di entrare: questo sito non è mai finito. È un cantiere aperto, come gli scavi che racconta. Ogni volta che una nuova fonte viene trovata, letta e verificata (un tomo dell'Ottocento, una rivista del 1940, una campagna di scavo dell'anno scorso) le pagine si aggiornano: si aggiungono scoperte, si correggono letture superate, e la versione precedente resta citata: così chi legge vede cosa è cambiato, e perché. È appena successo due volte: i Cenni storici di Lombardi (1847) ci hanno restituito templi e tombe dipinte che nessuno vede più da un secolo e mezzo, e il saggio di Lugli (1940) ha portato in queste pagine le fotografie d'epoca e la prima ricognizione aerea di un porto romano. La pagina che leggi oggi, domani potrebbe dire qualcosa in più.
I numeri che orientano il racconto
Ogni numero è una porta: dietro ciascuno c'è una storia che qui è solo cominciata. Tocca quella che ti incuriosisce di più.
Quasi quattro chilometri di mura di terra, ancora in piedi dopo tremila anni. Chi abita a Santa Teresa ci cammina sopra ogni giorno, quasi sempre senza saperlo.
La concentrazione di deposizioni a Cavallo Morto restituisce una comunità organizzata e riconoscibile.
La seconda area fortificata più grande del Lazio dopo il Campidoglio.
Quota del pianoro di Santa Teresa, larghezza della fossa esterna, altezza stimata dell’aggere interno.
Un ipogeo a gallerie unico nel Lazio, saccheggiato appena scoperto, nel 1938. Ma sotto il pavimento c'era una sepoltura che i ladri non trovarono mai.
Una residenza trasformata più volte, in un continuo adattamento tra costa, potere e rappresentazione.
Estensione della villa lungo il litorale secondo il progetto neroniano.
La liberò una mareggiata, la notte del 23 dicembre 1878, facendo crollare un muro della villa. Come sia finita a Palazzo Massimo è una storia a sé.
Piccolo, foderato di marmi, e con una stranezza che nel Lazio non ha eguali: la gradinata non guarda la città. Guarda il mare.
Tre vite in un solo edificio: cisterna imperiale, salotto panoramico di un cardinale, bersaglio dei cannoni inglesi nel 1813.
Il grande complesso con criptoportico, xystus e bagno termale nel cuore della città alta.
Villa Spigarelli e l'edificio semicircolare della città alta: mosaici, criptoportico e la statuetta della Fortuna Anziate.
Una solfatara che ancora fuma, le miniere di zolfo e un bosco sul mare. Prende il nome dalla fonte calda di Mecenate, e ci hanno girato oltre quattrocento film.
Tremila anni in sequenza
Le date che reggono il racconto, dalla preistoria al parco archeologico. Con un avvertimento: l'ultima riga non è l'ultima: la scrive la prossima scoperta.
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150.000anni fa
Prime tracce umane
Un’amigdala paleolitica attesta la frequentazione remota del territorio anziate.
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XIII-XIIsec. a.C.
Cavallo Morto
La necropoli a cremazione testimonia comunità organizzate nel Bronzo recente.
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XI-Xsec. a.C.
Le tombe più antiche
Le sepolture del Bronzo finale riemerse nell'area dei cantieri Italcable confermano un nucleo latino prima della fase volsca.
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IX-VIIIsec. a.C.
Formazione del Vallo
Il circuito difensivo del pianoro si sviluppa prima dell’occupazione volsca.
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V-IVsec. a.C.
Antium volsca
La città diventa caput Volscorum e si confronta a lungo con Roma.
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338a.C.
La resa a Roma
I rostri delle navi anziati vengono portati nel Foro Romano e fissati alla tribuna.
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56a.C.
Cicerone ad Anzio
Le lettere ad Attico raccontano biblioteca, villa e vita urbana dentro l’oppidum.
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2a.C.
Augusto soggiorna ad Antium
La presenza augustea conferma il legame della città con la famiglia imperiale.
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12 / 37d.C.
Caligola e Nerone
Due imperatori nascono nella stessa residenza anziate della gens giulio-claudia.
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60d.C.
Nerone e le mura
Il trionfo neroniano implica l’abbattimento di un tratto di mura ancora riconoscibili.
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IIsec. d.C.
Cisternone e città alta
La cisterna di via Tripoli e vari complessi urbani documentano la monumentalità imperiale.
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380d.C.
Restauro delle terme
L’epigrafe delle terme pubbliche mostra una città ancora attiva nel tardo Impero.
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537d.C.
Ultime attività del porto
Procopio ricorda il ruolo del porto nel sistema di approvvigionamento durante la guerra gotica.
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1743d.C.
Il Caffeaus corsiniano
Neri Maria Corsini fa costruire la torretta di delizia sopra la cisterna romana.
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1813d.C.
Distruzione del Caffeaus
La rovina è collegata all’occupazione inglese del porto durante il blocco napoleonico.
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1878d.C.
Fanciulla d’Anzio
La statua viene rinvenuta tra le rovine della villa imperiale presso l’Arco Muto.
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1925d.C.
Scavi della società Italcable
I lavori della società Italcable su via Ardeatina portano alla luce la necropoli che cambia la lettura delle origini di Antium.
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1938d.C.
Tomba Mulakia e il porto visto dal cielo
L’ipogeo viene scoperto durante lavori di cava; lo stesso anno, un rilievo aereo dell’Aeronautica svela la vera forma del porto di Nerone.
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2007-17d.C.
Riscoperta e parco
Tomba Civetta, saggi sul vallo, Cisternone e parco archeologico riportano l’area nel dibattito pubblico.
Pagina aggiornata il 16 giugno 2026